Indicativo preterito

Può corrispondere all’imperfetto o al passato remoto dell’italiano. Con questo secondo valore è in genere accompagnato da un prefisso che molto spesso è pa-: pasãkė “disse, dissero”, padãrė “fece, fecero”. Se privo di prefisso, il verbo indica che l’azione ha avuto una certa durata: sãkė “diceva, dicevano”, dãrė “faceva, facevano”.

Il preterito si forma col suffisso -o- o col suffisso -ė-; unendosi alle desinenze tali suffissi possono assumere forme diverse; es. dìrbti “lavorare”, válgyti “mangiare”:

1ª sing. dìrbau válgiau
dìrbai válgei
dìrbo válgė
1ª pl. dìrbome válgėme
dìrbote válgėte
dìrbo válgė

Con accento mobile: bū́ti “essere”, rašýti “scrivere”:

1ª sing. buvaũ rašiaũ
buvaĩ rašeĩ
bùvo rãšė
1ª pl. bùvome rãšėme
bùvote rãšėte
bùvo rãšė

Nei verbi con radice che termina in -t- e in -d-, nella forma di 1ª persona del preterito in -ė-, tali consonanti si mutano rispettivamente in -č- e in -dž-; p.es. matýti “vedere”, 1ª pers. pret. mačiaũ; baũsti “punire”, 1ª pers. pret. baudžiaũ.

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