News Menu

Vilnius: 15 mila candele per i morti sulle strade

November 21st, 2011

Anche a Vilnius nella giornata di ieri si è celebrata la settima Giornata Mondiale dele Vittime della Strada. La piazza della Cattedrale della capitale lituana è stata letteralmente ricoperta da 15.377 ceri, la fiamma di ognuno simboleggiava la scomparsa di ciascun lituano rimasto ucciso sulle strade dopo la riconquista dell’indipendenza.

E’ stato così che i lituani hanno voluto, quest’anno, commemorare i propri cari.
“In questo giorno vogliamo non solo rendere omaggio alla memoria di coloro che sono rimasti uccisi in incidenti stradali, ma anche mostrare alla gente che numero enorme di vittime abbiamo dovuto subire fino ad oggi. Durante i 21 anni di indipendenza della Lituania sulle strade si sono spente più di 15 mila vite – ha detto il Ministro dei Trasporti, Eligijus Masiulis, alla vigilia della celebrazione.

Stando ai dati del Ministero dei Trasporti il numero delle vittime della strada continua a diminuire di anno in anno, ma rimane comunque considerevole. Durante l’ultimo anno sono andate perse le vite di ben 300 persone.
Si stanno comunque compiendo notevoli passi in avanti per quanto riguarda la sicurezza stradale, di anno in anno si può riscontrare una riduzione di incidenti stradali, morti e feriti. Al 18 di novembre le vittime confermate sono 239 – 25 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Dal 2005, l’iniziativa delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dedicato la terza Domenica di novembre di ogni anno alla celebrazione della memoria di tutte le persone che perdono la propria vita sulle strade. Lo scopo della giornata è principalmente quello di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui morti che ogni giorno affollano le pagine di cronaca ma anche su quanti rimangono feriti più o meno gravemente. Perciò tutti, sia i conducenti di veicoli che i pedoni sono invitati a prendersi cura della propria e dell’altrui sicurezza ogni giorno.

Beegee Margenytė nuovo volto di Fabergé

November 10th, 2011

Fabergé, la Maison di alta gioielleria e oggetti preziosi ispirati al genio di Peter Carl Fabergé, lancia la sua prima campagna pubblicitaria, scattata da Mario Testino. Negli scatti in stile drammatico, i gioielli contemporanei delle collezioni di alta gioielleria, Les Fabuleuses de Fabergé e Les Saisons Russes, e le nuove collezioni che ripropongono gli iconici ciondoli a forma d’uovo, Les Fameux de Fabergé e Les Favorites de Fabergé.

La campagna è stata guidata dal direttore creativo Fabergé, Katharina Flohr, che ha collaborato con Mario Testino, Carine Roitfeld, e il produttore Camilla Johnson-Hill.
Un team non del tutto nuovo, dato che insieme hanno già collaborato al lancio di Vogue Russia. Protagonista assieme ai gioielli, la modella lituana emergente Beegee Margenytė, che fonde insieme la bellezza della cultura russa con il mondo occidentale.

La campagna cattura tutto il glamour e la storia che caratterizzano le creazioni contemporanee Fabergé e sarà lanciata su tutti i magazine in Inghilterra, Francia, Germania, Svizzera e America.

Alcol e bere compulsivo, confronto tra Lituania e Italia

November 8th, 2011

Il rapporto tra il bere e i danni alla salute è più forte nei paesi baltici e in Svezia rispetto all’Italia, è quanto dimostra una nuova ricerca condotta in Europa. I risultati, pubblicati sulla rivista Alcoholism: Clinical & Experimental Research, suggeriscono che le regioni settentrionali dell’Europa tendono a mostrare un più alto rapporto alcol-danno a causa di una maggiore propensione a indulgere in pesanti assunzioni di super alcolici, quello che gli esperti chiamano “bere compulsivo”.

Studi precedenti avevano dimostrato una relazione dose-reazione tra l’alcol e i problemi di salute, come la cirrosi epatica, e studi recenti avevano anche trovato un legame tra un aumento del bere e un aumento di problemi come la violenza interpersonale. Il rapporto di rischio però può essere alterato da vari fattori come le abitudini del bere, gli attributi dei contesti sociali del bere e il comportamento quando si è ubriachi. Questo recente studio mette in luce come la forma della funzione di rischio potrebbe dipendere dal più ampio contesto culturale del bere.

“La ricerca condotta in precedenza sui paesi dell’Europa occidentale ha mostrato che la forza del rapporto tra alcol e danni sembra essere contingente al contesto culturale del bere,” dice Jonas Landberg, un ricercatore del Centro per la ricerca sociale su alcol e droghe dell’Università di Stoccolma e autore unico dello studio.

“Per esempio, i paesi del nord Europa, dove bere fino all’intossicazione è più comune, tendono ad avere più problemi legati all’alcool e una maggiore mortalità per litro di alcool consumato rispetto ai paesi dell’Europa del sud, dove il bere è più mondano e integrato nella vita di tutti i giorni. Ai fini di questo studio, ho confrontato i risultati dei tre paesi baltici – Estonia, Lettonia e Lituania – con due paesi che rappresentano due distinti tipi ideali di culture europee del bere: la Svezia, che si suppone sia simile ai paesi baltici per quanto riguarda la cultura del bere, e l’Italia, che si suppone sia notevolmente diversa.”

Commentando i risultati, il professore dell’Università di Stoccolma, Thor Norström dice: “Ci sono differenze molto più grandi nella cultura dell’alcol e nelle abitudini del bere tra i paesi Europei che non tra uno stato e l’altro degli Stati Uniti.” A causa di queste differenze, i ricercatori in Europa possono sentirsi obbligati ad analizzare le variazioni delle culture dell’alcol e come queste influiscono sui danni.

Usando dati raccolti da due sondaggi della popolazione generale fatto su circa 1000 soggetti di ognuno dei 5 paesi (Estonia, Italia, Lettonia, Lituania e Svezia), il dott. Landeberg ha valutato i dati del rischio di andare incontro a problemi legati all’alcol e agli associati a volumi riferiti di consumo di alcol in ognuno dei 5 paesi.

“I miei risultati hanno mostrato che la maggior parte delle persone che incrementava il consumo era a rischio di subire qualche forma di problema legato all’alcol,” dice il dott. Landberg, “ma anche che le persone che vivono in paesi dove le occasioni del bere portano spesso all’intossicazione – per esempio, Svezia e i paesi baltici – subiscono più spesso problemi legati all’alcol, quando ne aumentano il consumo, rispetto a persone che vivono in Italia, dove si beve principalmente durante i pasti e meno spesso si arriva all’intossicazione.

Una serie di fattori influenzano queste differenze. Secondo il dott. Landberg, il fattore principale è probabilmente legato a differenze culturali nelle abitudini del bere. Le persone che vivono nelle regioni settentrionali dell’Europa in genere bevono in una maniera che aumenta la probabilità di soffrire di problemi legati all’alcol rispetto a chi vive nel sud dell’Europa.

“I risultati però potrebbero anche riflettere differenze culturali su come le persone considerano l’alcol e il danno,” dice. “Per esempio, in un paese come la Svezia, dove il bere è visto come un problema, spesso si incolpa l’alcol dei problemi cui va incontro chi ha bevuto, mentre dall’altra parte, si potrebbe avere meno propensione a incolpare l’alcol in un paese come l’Italia, dove l’alcol non è visto come un problema, ma piuttosto come una parte della vita quotidiana.”

Da parte sua, il professor Norström conclude che i rapporti tra alcol e danno sono di solito più forti nel nord Europa a causa del bere compulsivo.

“Per quanto mi risulta, questo è il primo studio a livello individuale che valuta il rischio di andare incontro a problemi legati all’alcol in relazione al volume del consumo nei paesi baltici e confronta direttamente i risultati con i risultati dei paesi europei occidentali,” sottolinea il dott. Landberg.

“Quello che i miei risultati aggiungono in questo campo è, in primo luogo, che i paesi baltici si possono mettere accanto ai paesi del nord dell’Europa in termini di conseguenze negative del bere. Questo si può vedere nel contesto di una progressione “europea da nord a sud” della gravità del rapporto di rischio e cioè maggiore nelle regioni settentrionali dell’Europa come Svezia e Finlandia e gradualmente discendente andando verso sud, come in Francia e Italia.”

Presunto terrorista condannato in Lituania

November 1st, 2011

Rischiava 20 anni di carcere, ne dovrà scontare 12, e in Lituania, dove il 21 ottobre scorso Michael Campbell è stato giudicato colpevole di traffico d’armi.
Era stato arrestato a Vilnius nel gennaio 2008 dopo un’operazione internazionale congiunta di sorveglianza che aveva coinvolto MI5, servizi nordirlandesi e servizio di intelligence lituano. L’accusa: tentato contrabbando di armi dal paese baltico per consegnarle alla Real Ira.

In realtà Campbell ha ripetutamente affermato di essere stato incastrato dai servizi di intelligence di Inghilterra e Lituania. Nel maggio scorso aveva detto in tribunale che, sebbene fosse volato nello stato baltico per acquistare armi, non intendeva fornirle ai paramilitari repubblicani ma a criminali comuni e che era stato “provocato” ad agire dai servizi segreti inglesi.
Secondo l’accusa, Campbell, già condannato per traffico di sigarette, aveva pagato 10.000 euro ad agenti lituani sotto copertura per acquistare armi, tra cui un fucile di precisione, detonatori, timer ed esplosivi e gli agenti avrebbero confermato la volontà dell’uomo di portare le armi fuori dalla Lituania.

Il fatto è che il fratello di Campbell, Liam, è un membro della Real Ira, ritenuto responsabile della partecipazione all’attentato di Omagh del 1998 in cui morirono 29 persone. E secondo l’accusa Michael – che ha sempre affermato di non essere un membro dell’Ira – avrebbe agito proprio su richiesta del fratello per portare le armi in Irlanda.
È stata fornita la prova che qualcuno lo aveva sentito parlare di bombe a Londra. Lui si è difeso affermando in aula di essere stato vittima di un agente provocatore dell’MI5 che nel 2008 gli disse di andare in Lituania ad acquistare armi destinate alla criminalità comune. Ma la Corte lituana ha deciso di emettere una sentenza a 16 anni di carcere, ha affermato il giudice Arunas Kisielius leggendo il verdetto, e Michael è stato condannato per tre accuse: tentato contrabbando, tentato aiuto ad un’organizzazione terroristica e possesso illegale di armi.

La Corte ha quindi pienamente accolto la richiesta dei pubblici ministeri lituani, i quali avevano chiesto al tribunale di condannare Campbell a 16 anni di carcere, meno i 4 anni già scontati in detenzione preventiva. Il segretario di Stato per l’Irlanda del Nord Owen Paterson ha accolto con soddisfazione la decisione della corte, commentando: “Questo è un altro esempio eccellente di ciò che può venire da elevati livelli di cooperazione tra i paesi di tutta Europa e non solo nella lotta al terrorismo”.

Lituania denunciata dall’UE per le norme sull’immatricolazione auto

October 28th, 2011

La Commissione Europea ha citato la Lituania davanti alla Corte di Giustizia di Lussemburgo per eliminare le norme che in quel Paese impediscono l’immatricolazione di veicoli nuovi e usati con guida a destra.

L’azione della Commissione europea contro la Lituania fa seguito ad un primo avvertimento (a cui le autorità lituane non hanno risposto) che era stato inviato nel novembre 2010. L’esecutivo UE aveva invitato in quell’occasione la Lituania a revocare il divieto di immatricolazione sul suo territorio dei veicoli nuovi o usati guida a destra, ma questa norma è ancora in vigore bloccando di fatto il flusso di auto e mezzi commerciali dalla Gran Bretagna, una nazione che ha importanti flussi commerciali con la Lituania. Secondo la normativa vigente nella UE – riferisce Autoactu.com – un veicolo che soddisfa i requisiti in ambito europeo può essere immatricolato in tutti gli Stati membri, indifferentemente che sia dotato di guida a sinistra o a destra.

La Commissione ritiene pertanto che “il divieto assoluto di immatricolazione dei veicoli con guida a destra sia sproporzionata rispetto allo scopo legittimo del Governo di garantire la sicurezza stradale e per proteggere la vita e la salute umana”, rappresentando di fatto “un ostacolo alla libera circolazione delle merci”. Nel 2010, la Lituania ha registrato 7.910 nuovi veicoli.

Zibellino Barguzinsky per la nuova collezione Nijolė

October 14th, 2011

Da sempre sinonimo di pregiatissimi capispalla in pelliccia e altre pelli preziose, oltre a una straordinaria collezione di accessori di lusso come borse, cusicini e tappeti di pelliccia in piena ispirazione Déco, il brand Nijolė è tra i più noti del settore per l’alta finitura dei suoi capi e l’originalità dei suoi modelli quasi couture.

Nato da un laboratorio di pellicceria lituano agli inizi degli anni Ottanta, questa griffe si è presto distinta per l’eccezionale qualità delle pelli usate, come zibellini, visoni e cincillà, diventando uno dei grandi protagonisti del mondo della pellicceria top di gamma internazionale. La straordinaria passione per il concetto di Art & Craft che contraddistingue questa griffe fa sì che a pregiati capispalla si affianchino fusciacche in pelle morbidissima, borse in struzzo e coccodrillo, abiti da cocktail e rari cuscini e tappeti art déco realizzati in pelliccia.

La clientela è giovane e internazionale alla ricerca di capi esclusivi, curati nei dettagli, e personalizzati. Qualità e design con l’obiettivo di disegnare capi che vadano oltre le tendenze del momento, quasi senza tempo, di eccelsa qualità pari all’importante investimento economico che l’acquistarle richiede.

Dopo le eleganti boutique aperte con grandissimo successo a Vilnius, Mosca e Kiev, l’inaugurazione dello store di Milano, che va a gonfie vele, è stata per il brand la consacrazione internazionale tanto inseguita. L’innata tendenza allo studio, alla ricerca e all’esercizio del bello diventano la cifra stilistica delle nuove collezioni colte e sperimentali. Ma ad ogni obiettivo ne segue sempre un altro.

Ecco allora lanciare sul mercato una ricercatissima capsule collection. Grande protagonista il rarissimo zibellino Barguzinsky declinato in numerosi modelli per soddisfare i desideri delle clienti più attente ed esigenti. Vista e tatto sono irriducibilmente appagati dall’esclusiva brizzolatura e dalla peculiare morbidezza dei capi, per un mood luxury-chic che fonde gusto classico e tagli contemporanei.

A Saronno l’ambasciata della “Repubblica degli artisti”

September 26th, 2011

A Saronno un’ambasciata della Repubblica di Užupis, lo stato indipendente degli artisti. Ma di cosa si tratta realmente? Non è una presa in giro ma uno Stato indipendente della Lituania, che si prefigge di essere rifugio di tutti gli artisti del mondo. A spiegarlo è il neo ambasciatore Gian Paolo Terrone, recentemente nominato dal ministro degli Affari Esteri, Tomas Čepaitis, come responsabile dell’area Nord di Milano, da Saronno a Como: «L’Ambasciata, sarà un territorio idealmente appartenente alla Repubblica di Užupis quindi non potrà che essere un territorio libero per menti libere da condizionamenti. Sarà il luogo d’incontro per i creativi di ogni formazione o tendenza artistica. Sarà uno spazio aperto, contrario a qualsiasi forma di chiusura mentale».

Užupis si estende su un territorio di 0,60 Km2 all’interno dell’area metropolitana della città di Vilnius, la capitale della Repubblica Lituana. Il fiume Vilnia separa Užupis dal centro storico da un lato mentre dall’altro il confine è segnato da ripide colline e dalla vecchia zona industriale costruita sotto il dominio sovietico. Il nome Užupis significa infatti “l’altro lato del fiume”.
La singolare ambasciata è ancora in cerca di una sede, ma la gestione dello Stato sembra essere molto chiara: «Non ci si deve associare, non ci sono tessere o adesioni da sottoscrivere – prosegue Terrone -, non ci sono elezioni o nomine, non c’è obbligo di frequenza; due sole le regole inderogabili: una è quella di incontrarsi per trattare di argomenti legati al mondo dell’Arte nella sua accezione più ampia possibile e l’altra è quella della disponibilità alla collaborazione per fare rete».

L’obiettivo, secondo il neo ambasciatore, sarà quello di creare una rete di conoscenze e competenze specifiche finalizzate a realizzare una sorta di “business incubator” votato a lanciare sul mercato le creazioni degli artisti. «Il tutto con un’organizzazione orizzontale e non piramidale, senza capi o eletti; quindi basato di volta in volta sulla condivisione e libera convergenza su singoli progetti o eventi».
La Repubblica di Užupis «nasce come atto di liberazione da 70 anni di oppressione mentale e con uno spirito, tra il goliardico ed il Bohemien», sostenuto da azioni di satira (come la sua fondazione avvenuta il 1° Aprile e la stesura della Carta Costituzionale). Con il passare degli anni si sta affermando come punto di riferimento per gli artisti e i creativi europei, come spazio per la promozione delle idee. Il tutto con lo stesso spirito iniziale in modo che le persone possano far accadere le cose principalmente per se stessi.
«Attualmente – conclude Terrone – si tende verso un recupero dello spirito originario molto simile a quello del “carnevale medioevale”, lo spirito del “giorno dei folli” quello della giornata in cui tutto è permesso o quantomeno tollerato».

Lituania al Mercato Europeo di prato

September 26th, 2011

Nella cornice di piazza Duomo, si rinnova l’appuntamento col ‘Mercato Europeo’: oltre una sessantina di banchi provenienti da Germania, Francia, Finlandia, Austria, Belgio, Ungheria, Inghilterra, Portogallo, Olanda, Spagna, ma anche dalla Grecia, Polonia e Lituania, coloreranno il centro storico dal 15 al 18 settembre con i loro prodotti artigianali e alimentari. Quattro giorni all’insegna di sapori e profumi nuovi, tutti da scoprire.L’iniziativa, organizzata da Confesercenti con il contributo della Camera di Commercio ed il patrocinio della Provincia del Comune di Prato, e’ giunta alla sua sesta edizione. Con una novita’ che riguarda la disposizione dei venditori ambulanti: gli espositori occuperanno la parte centrale della piazza, lasciando libera quella a lato della cattedrale, in modo da non coprire con i banchi le vetrine dei negozi e cosi’ andare incontro alle esigenze dei commercianti. Quest’anno saranno sfruttate di piu’ via Magnolfi e largo Carducci.I banchi resteranno aperti per l’intera giornata, fino alle 23, anche per consentire una maggiore partecipazione dei visitatori che arrivano da fuori provincia. La speranza e’ che i negozi del centro, dato che ce n’e’ la possibilita’, restino aperti.

Sandra Stučinskaitė vince ancora Miss Mediterraneo

September 10th, 2011

Sandra Stučinskaitė è la reginetta 2011 di Miss Mediterraneo. Ha vinto con ben trenta punti di distacco dalla seconda in classifica durante la finalissima internazionale. Un record per il concorso Miss Mediterraneo giunto al suo decimo anno di attività.
La selezione si è svolta all’EuroVillage di Porto Cesareo, in una splendida località dove le aspiranti miss hanno potuto trascorrere una settimana di vacanza premio all’insegna del mare e del divertimento prima di sfidarsi sull’ultima passerella della stagione. Ventuno le concorrenti in gara.

«Mi sono trasferita in Italia per un ragazzo di cui sono innamoratissima e voglio diventare presto una mamma felice». E’ questo il commento a caldo che la reginetta ha rilasciato al presentatore, Enzo Appignani, durante la premiazione. Interamente soddisfatta la giuria, presieduta dal manager Lucio Perrone.

Sandra è una ragazza di 25 anni nata a Rokiškis, una cittadina della Lituania, vive a San Benedetto del Tronto dove lavora come modella e tra le sue passioni c’è la danza classica che ha studiato per ben dieci anni. Per lei il titolo assoluto è stato coronato da fascia e trofeo Miss Mediterraneo e un buono fotografico della FotoWireless.

Il podio è stato caratterizzato da un secondo posto a pari merito con Alessia Donno, 22 anni di Lecce, e Claudia Carol Cataldo, 16 anni di Pescara, elette Miss Talent, mentre al terzo si è classificata Lais Dos Santos, una giovane brasiliana di 18 anni con la fascia di Miss Malò Center.

Scrivono nel registro 2011 il proprio nome anche Marlena Hadjuck, 18 anni nata in Polonia e residente a Chieti, eletta Miss Leone di Messapia, Luigia Di Sciascio, 19 anni di Casoli Miss Baron Beach, e Chiara De Pascali, 15 anni di Maglie (Lecce) Miss Eurovillage.

L’evento è stato organizzato da Paolo Fino con la regia di Cesare Sampognaro, le coreografie curate da Katerina Kloczynska, e intrattenuto da interventi di cabaret.

Italiani e Lituani non amano comprare online

September 1st, 2011

Nel 2010 il 40% dei consumatori dell’UE ha effettuato i proprio acquisti su internet. Nonostante la forte crescita, l’e-commerce è un fenomeno circoscritto ad alcuni paesi membri. Secondo un recente rapporto sul comportamento dei consumatori on-line, i cittadini dell’Europa dell’Est e del Sud sono i meno interessati all’e-shopping.

L’e-commerce è in piena crescita. Tra il 2005 e il 2010 le cifre sono passate dal 20% al 40% e comprare su internet diventa sempre più comune. Ma non in tutta Europa. In Danimarca, nel Regno Unito, in Olanda o in Svezia, più del 65% della popolazione utilizza la rete per i proprio acquisti.

Mentre l’Italia – come la Grecia e la Lituania – è ancora poco abituata a comprare on-line e si posiziona agli ultimi posti (appena sopra il 10%) seguita soltanto da Bulgaria e Romania.

Un gap cosi profondo si può spiegare attraverso il numero di connessioni nei diversi paesi. Anche se il 70% dei nuclei familiari all’interno dell’UE ha accesso a internet – secondo gli ultimi dati Eurostat -, il divario tra gli stati membri è compreso tra il 33% e il 91%.

La maggior parte dei consumatori preferisce comprare presso aziende del proprio paese e solo il 23% utilizza siti di altri stati membri. I web-consumatori comprano specialmente vestiti e viaggi, al contrario il mercato dei prodotti hi-tech rimane marginale.