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Lituano arrestato a Rovereto per violenze sulla figliastra

November 28th, 2011

Violenza sessuale aggravata e maltrattamenti ai danni della figliastra per cinque anni: sono le accuse con cui un uomo di 30 anni, lituano, è stato arrestato dai carabinieri di Rovereto (Trento). Residente da alcuni anni nella cittadina, la vittima, 20 anni, connazionale dell’arrestato, era andata nei giorni scorsi al pronto soccorso di Rovereto e poi dai militari per la denuncia.

La vittima aveva raccontato ai carabinieri che gli abusi erano iniziati quando aveva 15 anni. Era scampata poi al patrigno andando a vivere per due anni con un fidanzato. Tornata a casa, negli ultimi due o tre anni respingeva il padre non appena la palpeggiava, urlando. Sembra però che così fossero aumentate le botte. Raramente subite in casa, più spesso in garage o fuori, quando l’uomo, operaio, andava ad aspettarla all’uscita dal lavoro, un’occupazione saltuaria da badante. L’uomo era spesso ubriaco, a quanto ha riferito la giovane ai militari.

Tutto è emerso dopo l’ultimo ricovero in ospedale a Rovereto, a inizio settimana. La giovane aveva una costola rotta, il naso tumefatto, contusioni a un piede e varie abrasioni. Un giorno di ricovero, poi il ritorno a casa. Su segnalazione dell’ospedale i carabinieri l’hanno sentita e la giovane ha raccontato di essere stata picchiata, anche altre volte, la precedente ad aprile. Null’altro.

Recuperato il referto di aprile i carabinieri hanno letto che aveva parlato di violenze sessuali del passato. Richiamata, dopo qualche incertezza, si è sfogata. Dicendo anche che di recente altre forze dell’ordine l’avevano invitata a denunciare, ma non se l’era sentita. Ha detto che nei primi anni le violenze sessuali avvenivano facendola ubriacare e di fronte a film porno, che i carabinieri hanno ritrovato oggi durante la perquisizione in casa. Le hanno indicato allora strutture protette della zona, ma lei le ha rifiutate, spiegando di non volere lasciare la sorella, cinque anni in meno di lei, altra figliastra dell’uomo, e il fratellino, 6 anni, nato dalla nuova convivenza della madre. Mamma che i militari stanno ascoltando nel pomeriggio e che si mostra allibita al racconto, dicendosi ignara.

Lituano arrestato a Rimini per furto

November 26th, 2011

Giovedì scorso una donna cinese di 36 anni ha subito il furto della sua BMW da 60mila euro, in via Coriano, nel centro commerciale Gros.
La donna, non parlando italiano, non ha potuto allertare i carabinieri una volta accortasi della sparizione della sua auto, perciò ha dovuto rivolgersi ad un suo connazionale perché intervenisse ed intercedesse per lei con le forze dell’ordine.

Gli agenti, intervenuti prontamente alla chiamata, hanno rintracciato, sulla strada statale 16, il veicolo rubato alla cui guida sedeva un 31enne di passaporto lituano che, dopo essere stato bloccato dalle fiamme d’argento, ha tentato invano di abbandonare l’auto e darsi alla fuga.

Il giovane, dopo essere stato arrestato, è stato condotto alla centrale con l’accusa di furto aggravato.

Snoras chiude e Antonov rischia 10 anni

November 25th, 2011

Sembra ormai giunto il momento del requiem per la Snoras. Il governo lituano ha infatti deciso di far fallire l’istituto di credito dichiarando bancarotta. Troppo complessa l’operazione di risanamento secondo Kubilius e il suo staff, nonostante le pressioni esercitate dal primo ministro lettone Valdis Dombrovskis che ha annullato il suo viaggio odierno nella capitale lituana.

La visita doveva servire per mettere a punto una strategia comune fra Lettonia e Lituania nella gestione della crisi che ha coinvolto le banche Snoras e Krājbanka, ma la decisione di ieri sera della Banca centrale lituana verso la liquidazione della Snoras ha reso il viaggio di Dombrovskis inutile.

La Lettonia premeva perché la Lituania ponesse in essere misure di salvataggio della Snoras che conseguentemente servissero anche al salvataggio di Krājbanka, la controllata lettone di Snoras. Ma la decisione di mettere in liquidazione Snoras rende ogni ipotesi di salvataggio di Krājbanka impraticabile per il governo lettone.

Nel frattempo in Gran Bretagna la polizia ha confermato l’arresto, su ordine di cattura internaionale, dei due reponsabili del crack Snoras, Vladimir Antonov e Raimondas Baranauskas, che compariranno nella giornata di oggi davanti ai giudici per la sentenza di estradizione.

I due inquisiti hanno già fatto sapere che invieranno domanda di asilo politico alle autorità inglesi per evitare il rimpatrio e il conseguente processo che, stando alle leggi attuali, li vedrebbe condannati ad una pena di 10 anni per la bancarotta Snoras più altri 3 per il conseguente crack Krājbanka.

I governi lituano e lettone si sono affrettati a rassicurare i risparmiatori clienti delle due banche, circa il 90% vedrà restituita l’intera somma depositata per un ammontare complessivo di 1,5 miliardi di litas (poco meno di 400 milioni di euro).

La normativa lituana sui fondi di garanzia garantisce il recupero dei capitali per l’88% dei risparmiatori di Snoras. Le procedure per il recupero dei capitali scatteranno dopo la messa in liquidazione di Snoras, già decisa ieri dalla Banca centrale lituana e dal governo lituano.

Stessa sorte per la controllata lettone di Snoras, la Krājbanka. Già nella prossima settimana dovrebbe essere operativa la procedura di messa in liquidazione della banca lettone, secondo quanto è stato deciso in una riunione di emergenza svoltasi stamani fra il premier Dombrovskis e la direttrice della FKTK Irēna Krūmane.
Anche per i risparmiatori della banca lettone, scatterà la compensasione per i capitali depositati in Krājbanka, entro il limite di 100 mila euro. Si calcola saranno necessari circa 350 milioni di lats per rimborsare i risparmiatori.

Snoras: è caccia all’uomo

November 23rd, 2011

Vladimir Antonov è un imprenditore russo, e nel giro di pochi giorni è riuscito a far crollare due banche nei paesi baltici, la lituana Snoras e la lettone Krājbanka. Da mercoledì è ricercato con un mandato di arresto internazionale emesso dalla procura generale lituana. L’accusa è di appropriazione indebita e falsificazione di documenti contabili.

Tutto è successo nel giro di pochissimi giorni. Il 16 novembre il governo lituano, dopo aver scoperto ammanchi di cassa per circa 1 miliardo di litas (280 milioni di euro) ha deciso di commissariare la banca Snoras, nazionalizzandola. Il giorno dopo è toccato alla controllata lettone di Snoras, la Krājbanka, per la quale si era inizialmente deciso di limitare le operazioni finanziarie non oltre i 100 mila euro. In seguito, il 21 novembre, le autorità lettoni hanno sospeso del tutto le attività della banca, rilevando ammanchi per 100 milioni di lats (circa 130 milioni di euro).

Antonov è da diversi anni un imprenditore piuttosto discusso. Nel 2009 la UK Financial Services Authority (l’autorità di vigilanza sulle banche britanniche) aveva negato l’autorizzazione alle attività della banca Snoras in Regno Unito, proprio a causa della scarsa affidabilità di Antonov. Antonov è riuscito a entrare nel modo degli affari inglese nel 2010, comprando il Portsmouth FC, una squadra della Championship (la serie B inglese) che all’epoca era in amministrazione controllata. Dalle indagini delle procure lituana e lettone si sospetta che i fondi distratti da Snoras e Krājbanka sarebbero serviti ad Antonov per finanziare progetti personali di investimento, come il suo tentativo di scalare la proprietà della svedese Saab.

Insieme ad Antonov, che deteneva il 68 per cento delle quote di Snoras, è ricercato dalla procura generale di Vilnius anche il socio lituano dell’imprenditore russo, Raimondas Baranauskas. Girano voci che entrambi si trovino in Gran Bretagna.

Il governo lettone ha già dichiarato che spetta alla Lituania decidere la sorte delle due banche, dato che la Snoras è di fatto proprietaria della Krājbanka. Se il governo lituano decidesse di provare a salvare dal fallimento la Snoras, anche il governo lettone potrebbe agire di conseguenza, ma è più probabile che vengano entrambe messe in liquidazione. Se le cose andranno in questo modo, Krājbanka sarà la seconda banca a fallire in Lettonia dopo la Parex Banca, crollata durante la crisi economica del 2008. Le istituzioni di controllo sia lettoni che lituane hanno comunque dichiarato che non ci dovrebbe essere un effetto domino sul sistema bancario dei due paesi, dato che sia Snoras che Krājbanka non avevano investimenti importanti collegati ad altre banche baltiche ma vivevano soprattuto di quote di risparmiatori privati.

Intanto in Lettonia sono stati arrestati i vertici di Krājbanka, a partire dal presidente Ivars Priedītis, accusato di aver firmato le transazioni finanziare con cui Antonov si è appropriato dei soldi dei risparmiatori lettoni. Krājbanka era una storica banca lettone; non aveva un volume di affari particolarmente grande (era la sesta per asset e l’ottava per risparmi depositati) ma era usata in particolare dai pensionati e dai piccoli risparmiatori, e anche dal comune di Riga, che vi aveva depositato 15 milioni di euro. Il governo, attraverso una legge del 2001 che istituisce appositi fondi di garanzia, potrà garantire ai risparmiatori fino a un massimo di 100 mila euro di depositi: si calcola che questo verrà a costare allo stato lettone oltre 300 milioni di lats.

Oltre quello del Comune di Riga, a Krājbanka erano depositati i conti di numerosi enti, comuni, scuole, associazioni, che ora si trovano in una situazione di emergenza, insieme alle altre centinaia di cittadini che sono già in coda davanti agli sportelli della banca.

Italiano ferito a Vilnius

November 21st, 2011

Nella notte un cittadino italiano, di cui non è ancora nota l’identità, è stato vittima di un aggressione nel centro della capitale lituana.
Secondo quanto riportato dalle forze di polizia di Vilnius il giovane 23enne di nazionalità italiana è stato accerchiato, nei pressi della cattedrale, da tre ragazzi lituani con l’intento di derubarlo.
Ad un primo diniego il malcapitato è stato ferito con un’arma da taglio e, una volta accasciatosi a terra, colpito ripetutamente con calci a varie parti del corpo.
Alcuni passanti, viste le condizioni del giovane, hanno immediatamente allertato il pronto soccorso che ha trasportato la vittima in ospedale.
La polizia sta ancora indagando sull’accaduto.

Lituani fermati a Firenze per ricettazione

November 16th, 2011

Due lituani hanno tentato di vendere braciali e collane in oro in una gioielleria nella zona di Santa Maria Novella ma il titolare si è insospettito e ha chiamato i carabinieri. Poi i due stranieri sono stati identificati e sottoposti a fermo di polizia giudiziaria.

Adesso sono in corso accertamenti per stabilire la provenienza dei gioielli. Secondo i carabinieri, infatti, i lituani potrebbero essere componenti della stessa banda dedita a furti in appartamento scoperta lo scorso 11 novembre, quando sette persone furono arrestate dall’Arma per furto e ricettazione.

Nell’occasione, i militari fecero irruzione in un appartamento in via Boccaccio, a Firenze, scoprendo una vera e propria “scuola di ladri”. Su un tavolo, in cucina, c’erano diversi tipi di serrature, proprio come se i componenti della banda stessero per assistere a una lezione su come entrare in appartamenti scassinando porte e finestre.

Omicidio a Vasto, lituana uccisa dal convivente

October 16th, 2011

L’omicidio è avvenuto in un appartamento di via Pertini della cittadina in provincia di Chieti. La chiamata al 118 e’ arrivata alle 8 circa di stamane ma per ora è impossibile sapere a quando risale il delitto. Sul posto sono giunti gli uomini del commissariato locale che avrebbero già identificato la donna di origini lituane. La ragazza conviveva con un uomo di origine lucerina che al momento si troverebbe proprio al commissariato dove la polizia lo starebbe interrogando. L’idea potrebbe essere che le coltellate sarebbero stato l’epilogo di una violenta lite. Gli investigatori stanno anche interrogando i vicini di casa e si stanno portando a termine i rilievi scientifici del caso.

Era giovanissima, aveva 24 anni, la donna lituana trovata questa mattina accoltellata nel suo appartamento. Si chiamava Neila Burekaitė, mentre il suo compagno Matteo Pepe, 43enne, imprenditore edile titolare della ditta PM Edil Costruzioni. Nel palazzo di via Pertini, al civico 12, sono arrivati anche il sostituto procuratore Enrica Medori e il medico legale, dottor Falco. In casa, con il dirigente del Commissariato, Cesare Ciammaichella, stanno lavorando gli uomini della scientifica.

La donna sarebbe stata colpita con un coltello da cucina: tre i fendenti alla schiena ricevuti nella camera da letto. Ad avvertire il 118 è stato il convivente che quando ha telefonato ai soccorsi ha detto di essersi ferito con un coltello. In realtà la tragica scoperta è stata fatta solo qualche minuto più tardi dalla polizia ai quali l’uomo avrerbbe subito ammesso di aver «fatto una stronzata». I due erano fidanzati dal maggio del 2007. Nella pagina di Facebook dell’uomo, Matteo Pepe, 48 anni, imprenditore edile, campeggia ancora una foto in cui i due sono teneramente abbracciati, entrambi vestiti di bianco con due cappelli da marinaio in testa. Secondo il racconto dei vicini in passato i due avevano litigato animatamente tanto da costringere l’arrivo dei carabinieri.

In casa gli inquirenti hanno trovato tre computer, uno di questi era spaccato. Il materiale è stato sequestrato.

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Vasto (Chieti) Anna Rosa Capuozzo, ha convalidato l’arresto dell’imprenditore che è stato riaccompagnato in carcere in località Torre Sinello a Vasto, dove attende le ulteriori decisioni del gip, che si è riservato sulle istanze della difesa. Dalla Lituania, intanto, sta arrivando a Vasto la madre della vittima.

Terminati a stento gli studi superiori e subito emigrata all’estero Neila Bureikaitė non aveva un rapporto stretto con la madre Roza Bureikienė, ma ha continuato a mantenere i contatti con il suo primo datore di lavoro a Kaunas, il 71enne M. Žukaitis.

Proprio lui pare sia stato l’ultimo lituano con cui la ragazza ha parlato prima che si compisse la tragedia che ha colpito sia l’Italia che la Lituania. In una telefonata della settimana scorsa Neila avrebbe confidato a Žukaitis che aveva l’intenzione di rientrare a Kaunas in Novembre per festeggiare il suo 24esimo compleanno. La ragazza non avrebbe fatto alcun accenno a presunti dissapori con il fidanzato Matteo Pepe.

“Neila era una ragazza di cuore e sincera, ma a volte faticava a domare le proprie emozioni. E anche gli italiani hanno un temperamento troppo caldo. Pare che quando si è presentata un’ipotesi di rottura del loro legame lui non sia stato in grado di mantenere il controllo” queste le considerazioni di Žukaitis.

L’anziano ricorda di quando Neila appena terminata la scuola gli confidò di volersene andare in Inghilterra.
“Neila mi chiese dei soldi, le prestai 1000 litas. Suo padre è morto che lei era ancora una ragazzina e con la madre aveva frequenti e continui litigi, perciò aveva deciso di andare a vivere da sola” continua l’imprenditore presso la cui azienda Neila aveva avuto il primo impiego come contabile.

In principio Neila si trasferì con l’amica Neringa in Inghilterra per poi spostarsi in Italia. Le ragazze lavoravano come cameriere o commesse. Spesso faticavano a racimolare i soldi per autosostentarsi perciò Žukaitis inviava a Neila generi alimentari non deperibili perché avesse di che mangiare.

Poi la situazione mutò e la ragazza tornò in Lituania per migliorare il suo aspetto, un paio d’anni fa a Kaunas fece un intervento per aumentare il seno. Dopodiché da castana decise di farsi bionda.

“Neila non è mai stata una di quelle che vengono definite barracuda. Mi ha persino restituito i 1000 litas che le avevo prestato. Sono convinto che lei fosse davvero innamorata di quell’italiano, altrimenti non avrebbe interferito nel suo legame con la moglie. Anche ai tempi della scuola era solita innamorarsi e poi disperarsi quando veniva lasciata dai ragazzi” così la difende Žukaitis.

Pare che Neila avesse l’intenzione di lasciare l’Italia all’inizio di quest’anno, ma poi qualcosa le fece cambiare idea. Intanto i suoi resti saranno cremati venerdì prossimo alle 7, a Bari, così ha deciso la madre della donna, che per tutto il giorno ha vegliato la salma della figlia in una saletta dell’obitorio dell’ospedale San Pio da Pietrelcina.

Assieme al compagno, la donna ha evitato contatti con i cronisti, assistita da Renata, l’amica del cuore della figlia assassinata, che ha blindato la stanza della camera mortuaria. Alcune amiche della vittima hanno potuto tuttavia rendere omaggio al feretro: Neila, maglia e pantaloni neri, mani giunte sul petto, appariva ancora bellissima.

Oggi, intanto, il gip del tribunale di Vasto, Anna Rosa Capuozzo, ha confermato la custodia cautelare in carcere di Matteo Pepe, 43 anni, di Lucera, convivente della ragazza uccisa. E’ unico indagato per il brutale omicidio. I legali della difesa, Pasquale Morelli e Giampaolo Di Marco, che hanno chiesto di derubricare il capo d’imputazione in omicidio preterintenzionale, preannunciano ricorso al tribunale del Riesame.

Lituana cerca di uccidere il marito a Rimini

October 14th, 2011

Era successo già tante altre volte che lui le desse le botte, anche di fronte agli altri, non solo in privato quando erano soli. Ma ieri non lo ha sopportato più e quando lui ieri sera verso le 22 le ha mollato due ceffoni, lei ha preso un coltellaccio da cucina e glielo ha affondato addosso. Due, tre, diverse volte glielo ha piantato in pancia e nel petto. Lo ha quasi ammazzato. Quando il 118 lo ha portato via aveva perso un sacco di sangue. Nessuno può dire se se la caverà quando pochi attimi dopo arrivano i carabinieri. Lei ammette subito. Dice che è stata lei a colpirlo perchè lui l’aveva picchiata, l’aveva presa a schiaffoni davanti al loro amico. In casa, un appartamento al secondo piano di via Cagni 22, c’erano marito e moglie lituani, lui di 32 anni, lei di poco più giovane. Con loro anche un ucraino che quando succede la tragedia sta mangiando la peperonata, forse la donna ha usato lo stesso coltellaccio per cucinarla e per poi mandare all’ospedale il marito.

All’arrivo dei carabinieri nella stretta traversa di via Marecchiese che porta alla chiesa di San Raffaele, è chiaro che in quella casa non hanno solo mangiato, ma anche bevuto, e parecchio. Soprattutto l’uomo ucraino non si regge in piedi. Sembra più lucida la donna che mezz’ora dopo viene portata via dai carabinieri. E’ una biondina, niente affatto sofisticata, coi i capelli corti e la pelle chiara. La maglietta rossa fatica a nascondere la pelle dove si congiunge ai jeans. Si stupisce dei flash dei fotografi: «No, ma perchè?» chiede prima di salire sulla gazzella. Il suo amico invece esce dalla tromba delle scale barcollando. Lo devono sorreggere i carabinieri, altrimenti casca da tutte le parti.
Alle 22.30 la piccola via illuminata fino a quel momento dalle luci blu dei carabinieri, torna a piombare nel buio. I pochi passanti dicono di non conoscere quella coppia di lituani. La donna viene portata in caserma mentre i medici dell’Infermi fanno di tutto per salvare suo marito. La lituana finirà in manette per il tentato omicidio del marito. E oggi dovrà spiegare anche al magistrato di turno cosa le è saltato in mente. Secondo le sue prime testimonianze non sarebbe stata certo quella la prima volta che la picchiava. E lei che aveva subito per tanto tempo, questa volta aveva deciso che il vaso era davvero colmo. Ma il suo gesto rischia di costarle anni di carcere.

Non gli serve da bere e lui lo aggredisce, denunciato lituano

September 7th, 2011

Si è rifiutato di servire da bere ad un uomo già ubriaco e per tutta risposta è stato aggredito. E’ successo ieri notte intorno all’una alla fine della Festa del Pd a Cairo Montenotte (Savona). Un lituano, R.D., 33 anni, già ubriaco si è avvicinato ad uno dei promotori della festa per farsi dare ancora una birra. Al rifiuto dell’uomo il lituano, un operaio residente a Cairo, ha iniziato a dare in escandescenza e ha cominciato ad aggredire il promotore della manifestazione. Attirati dalle urla alcuni amici sono sopraggiunti per fermare l’aggressione e l’uomo si è dato alla fuga.

Tempestivo è stato l’intervento della pattuglia radiomobile dei carabinieri di Cairo che in breve tempo sono riusciti a fermare l’aggressore. Durante una perquisizione l’uomo è stato trovato in possesso anche di un coltello. Per lui è scattata la segnalazione all’Autorità giudiziaria per percosse, minacce e detenzione di strumento atto ad offendere.

Lituania, collisione tra due arerei della Nato

August 31st, 2011

Si sta ancora indagando per verificare con precisione le cause che hanno portato alla collisione, ieri, di 2 aerei della Nato, uno lituano e uno francese, sopra i cieli della Lituania. Nel sinistro aereo, provocato durante un’esercitazione, feriti solo lievemente i piloti.

Secondo quanto riferito dall’Afp Leva Gulbinienė, rappresentate della base Nato in Šiauliai, regione a nord della Lituania dove è avvenuto lo scontro, l’aereo militare lituano L-39 ha urtato in volo il Mirage francese. I due piloti, entrambi di nazionalità lituana, sono riusciti a lanciarsi dalla cabina e sono sani e salvi. L’ambasciata francese ha dichiarato in un comunicato di essere in stretto contatto con le autorità lituane, che provvedono a costanti aggiornamenti sull’esito delle indagini.