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Romanov abbandona il calcio?

November 21st, 2011

Vladimir Romanov è un nome noto nel mondo dello sport lituano, da tempo il magnate russo ha reso felici e tristi i fan delle squadre di Kaunas, lo Žalgiris nel basket e l’FBK nel calcio, alternando momenti di dominio a fallimenti disastrosi.
Padre e padrone, emulo del più famoso – e più ricco – connazionale Roman Abramovich, provò a prendere una squadra di mezza classifica scozzese sognando di portarla ai vertici. Così dalla stagione 2004-2005 gli Hearts of Midlothian sono diventati il nuovo “giocattolo” del tycoon russo-lituano.
Tanti gli scambi da allora tra lo schiacciasassi della A Lyga, FBK Kaunas, e la squadra scozzese, tanti gli investimenti e le promesse ai fan di Edinburgo, pochi però i risultati.

Ed ora, dopo quasi 7 anni dal suo approdo, Romanov si è stancato del suo giocattolo e ha deciso di metterlo in vendita.
Poche le speranze, però, di trovare un acquirente, visto che il bilancio della società vede un passivo di oltre 30 milioni di sterline, una cifra da club di Premier League.
Il presidente della Federazione lituana, Liutauras Varanavičius, ha ironizzato sulla situazione in cui versa la squadra del suo “ex” amico e partner (la Ukio Bankas, fondata dallo stesso Romanov, rappresenta lo sponsor principale della Federazione calcistica lituana e Varanavičius ne è il direttore), sostenendo che un eventuale compratore farebbe meglio a interessarsi a qualche squadra della seconda serie tedesca piuttosto che spendere tanto per un club dallo scarso valore e dal debito mostruoso.

Questioni personali a parte il massimo esponente della LFF non ha tutti torti, ma forse dovrebbe preoccuparsi delle condizioni in cui versa la federazione che presiede, il disastro delle qualificazioni ai campionati europei che si svolgeranno nella vicina Polonia sembra non aver risvegliato le coscienze dei dirigenti, orientati verso la (ri)nomina di un allenatore low-profile ma soprattutto low-cost.

Kaunas sulla bandiera dedicata a Berlusconi

November 14th, 2011

Sabato scorso il primo ministro italiano Silvio Berlusconi ha presentato la sua lettera di dimissioni al presidente, Giorgio Napolitano, una parte dell’Italia ha festeggiato quella che sembrava essere la fine di una carriera durata quasi due decenni. Tuttavia, il ritiro di Berlusconi dalla carica di capo del governo non ha fatto felici proprio tutti. Gli iscritti al PDL si sono presentati alla sua residenza di Roma per esprimergli gratitudine per i molti anni di devozione verso l’Italia. Tra i sostenitori di Berlusconi c’era ance la bionda Brigita Vilkaitė.

La lituana, studentessa all’Università di Trento, ha rivelato di come sia stato lo stesso premier ad invitare i membri del Popolo delle Libertà e i suoi simpatizzanti a trascorrere un’ora in sua compagnia: “Il mio fidanzato è iscritto nelle liste del partito, perciò ho deciso di andare a far visita a Berlusconi insieme a lui. Io stessa sono una sua sostenitrice, così ho voluto esprimere direttamente a lui la mia stima e dimostrargli che ci sono persone che credono in lui e sono orgogliosi del suo comportamento”.

Brigita ha poi continuato raccontando di essere stati accolti piacevolmente dallo stesso Berlusconi al loro arrivo a Palazzo Grazioli, da tempo residenza dell’ex Presidente del Consiglio, evento quantomai inaspettato e gradito.

“A me ha fatto l’impressione di essere uomo molto semplice. Penso che il suo ritiro dalla carica di primo ministro sia una perdita per l’Italia intera. A mio avviso è stato l’unico ad aver cercato di aiutare il popolo italiano con tutto il cuore. Silvio non è stato solo un politico ma un grande uomo d’affari, ha dato lavoro a quasi 56 mila persone senza licenziarne uno solo nonostante la crisi”.

“A Berlusconi – ha proseguito la ragazza – è stata regalata una bandiera su cui erano riportati i nomi di tutte le città dove vivono i suoi sostenitori. Siccome sono di Kaunas, anche il nome della mia città farà bella mostra su quella bandiera”.

A proposito delle accuse che vedono il politico settantacinquenne coinvolto in casi di abuso d’ufficio e sfruttamento della prostituzione minorile, Brigita si è detta convinta che il re degli scandali sessuali sia in fondo solamente vittima del complotto di qualcun altro: “Non credo alle accuse. L’ex primo ministro ha ripetutamente negato queste accuse. Naturalmente non ha mai nascosto quanto gli piacciano le donne, ma a me è sembrato un vero gentiluomo. Quando ci siamo congedati mi ha semplicemente stretto la mano, non mi ha neanche baciato sulle guance, come invece è consuetudine in Italia. Il Primo Ministro ha detto di averlo fatto per rispetto verso il mio fidanzato.”

Beegee Margenytė nuovo volto di Fabergé

November 10th, 2011

Fabergé, la Maison di alta gioielleria e oggetti preziosi ispirati al genio di Peter Carl Fabergé, lancia la sua prima campagna pubblicitaria, scattata da Mario Testino. Negli scatti in stile drammatico, i gioielli contemporanei delle collezioni di alta gioielleria, Les Fabuleuses de Fabergé e Les Saisons Russes, e le nuove collezioni che ripropongono gli iconici ciondoli a forma d’uovo, Les Fameux de Fabergé e Les Favorites de Fabergé.

La campagna è stata guidata dal direttore creativo Fabergé, Katharina Flohr, che ha collaborato con Mario Testino, Carine Roitfeld, e il produttore Camilla Johnson-Hill.
Un team non del tutto nuovo, dato che insieme hanno già collaborato al lancio di Vogue Russia. Protagonista assieme ai gioielli, la modella lituana emergente Beegee Margenytė, che fonde insieme la bellezza della cultura russa con il mondo occidentale.

La campagna cattura tutto il glamour e la storia che caratterizzano le creazioni contemporanee Fabergé e sarà lanciata su tutti i magazine in Inghilterra, Francia, Germania, Svizzera e America.

Nekrošius all’Olimpico di Vicenza?

October 29th, 2011

«Auguri a chi eventualmente arriverà dopo di noi a lavorare in questa meraviglia che è l’Olimpico», fa sapere Alessandro Gassman.
«Lo Stabile sa che stiamo valutando altre possibilità di gestione del Ciclo di Spettacoli Classici», conferma l’assessore alla cultura Francesca Lazzari.
Almeno su questo punto, lo Stabile del Veneto e il Comune di Vicenza parlano la stessa lingua: l’idea del divorzio è all’ordine del giorno da entrambe le parti. Il termine è quasi immediato: il 31 ottobre, fra tre giorni, scade la convenzione che affida al teatro regionale la gestione del Ciclo di Spettacoli classici. Non esiste più, come in passato, una clausola di tacita proroga dell’accordo e questo vuol dire che le parti devono comunque confrontarsi. Per rinnovare l’accordo o per dirsi addio. Percentuale delle due ipotesi allo stato attuale: 5 per cento e 95 per cento rispettivamente.
Gli uffici di Palazzo del Territorio, dunque, sono ormai febbrilmente al lavoro per mettere a punto un’alternativa allo Stabile e a Gassman. Il riserbo è fittissimo, tutte le bocche sono cucite, ma il Giornale di Vicenza è in grado di rivelare che l’idea sulla quale ormai da tempo si sta muovendo il Comune riguarda il coinvolgimento nella programmazione dell’Olimpico di uno dei personaggi più in vista nel mondo del teatro a livello internazionale, il regista lituano Eimuntas Nekrošius.
Molto si è lavorato e si sta lavorando in questa direzione, perchè naturalmente ci si deve confrontare con una serie di problematiche complesse, sia dal punto di vista tecnico (agenda e calendario alla mano) sia soprattutto per quanto riguarda la compatibilità finanziaria dell’operazione, che non sarebbe certo irrilevante. Ma l’idea è forte: Nekrošius è oggi uno degli uomini di teatro più acclamati dal pubblico e apprezzati dalla critica, e un suo eventuale ruolo nella programmazione dell’Olimpico porterebbe sicuramente la ribalta palladiana all’attenzione dei media internazionali, visto che ogni spettacolo del regista lituano viene seguito e salutato invariabilmente come un autentico evento. Senza contare che presumibilmente l’uomo di teatro baltico potrebbe essere invitato non solo a proporre nuovi spettacolo per i prossimi Cicli, ma anche a mettere a punto il calendario come direttore artistico. Cioè a riflettere sullo spazio olimpico e a proporne la sua interpretazione anche attraverso le scelte di altre compagnie, degli autori e dei titoli.
E d’altra parte, una simile ipotesi verrebbe a confortare e a rendere ancora più concreta la linea culturale che il Comune sta perseguendo da alcuni anni con il “Laboratorio Olimpico”, in sinergia con l’Accademia Olimpica dove questa idea è nata: un rinnovamento dell’idea del teatro Olimpico come spazio per la rappresentazione, all’insegna della modernità pur nello stretto rapporto con la tradizione classica.
Da questo punto di vista, Nekrošius potrebbe essere la persona giusta al posto giusto. Il carismatico regista lituano, 59 anni, è diventato infatti famoso proprio per le sue profonde e spesso rivoluzionarie riflessioni sui caposaldi storici non solo della drammaturgia ma anche della narrativa, condotte con visionaria intensità e grande forza simbolica e metaforica, non di rado in spettacoli-fiume che nella versione originale arrivano a durate di cinque, sei ore. Il suo ultimo lavoro è una riproposizione scenica dell’Idiota di Dostoevskij, in scena a Milano dopo essere stato visto un po’ in tutta Europa e in varie sedi festivaliere italiane (da Roma, a Cervignano del Friuli, a Ravenna), ma fra suoi titoli troviamo anche Anna Karenina, il Faust e in ambito originariamente drammatico i grandi capolavori di Shakespeare, da Amleto a Macbeth a Otello, tutto il teatro di Anton Cechov. Non figurano finora approcci alla tragedia greca: facile pensare che potrebbe essere quella olimpica l’occasione.
Non mancano invece significative esperienza nel campo operistico, fra le quali un Boris Godunov di Musorgskij presentato al Maggio Fiorentino nel 2005 e premiato dalla critica italiana come il migliore spettacolo dell’anno. Del resto, il palmarès di Nekrošius è ormai lunghissimo, in Italia con quattro premi UBU, in Europa con riconoscimenti come lo Stanislavskij o il Premio Europa Nuove Realtà Teatrali.
Nekrošius lavora con la compagnia “Meno Fortas” (in lituano, la fortezza dell’arte), che ha fondato nel 1998 e che non ha una propria sede stabile in Lituania ed è fin dalla nascita chiamata ai quattro angoli del mondo per rappresentare gli spettacoli pensati dal suo direttore.
Spesso ospite delle principali istituzioni teatrali italiane negli ultimi anni, richiesto ovunque anche per stage e laboratori, Eimuntas Nekrošius “prenderà casa” almeno per qualche tempo all’Olimpico? La risposta nel giro di pochi giorni.

La risalita di Ričardas Berankis

October 28th, 2011

Raonic o Dimitrov, Tomic o Harrison? Queste le diatribe più frequenti sulla classe dirigente del futuro. Tuttavia, nemmeno un anno fa, la promessa più avanti in classifica non era nessuno di loro, bensì un ventenne dell’est europeo. Nato a Vilnius il 21 giugno 1990, a fine 2010 Ričardas Berankis era il più giovane atleta nella top-100, al numero 85: frutto di un’ascesa graduale e senza scossoni, partita dalla vittoria all’US Open junior 2007 – con annesso titolo mondiale a fine anno – e culminata nel successo al ricco challenger di Helsinki, il 28 novembre scorso.
Anche il 2011 si era aperto sotto i migliori auspici, illuminato da un ottimo terzo turno all’Australian Open – il primo della carriera in uno Slam – e dal bis dei quarti a San Jose, eliminato in due set molto combattuti da Milos il canadese. Poi, dopo aver tolto un set a Roddick a Memphis ed aver condotto la sua nazionale alla vittoria in Davis contro i cugini baltici dell’Estonia, ecco il primo campanello d’allarme: al secondo turno di Indian Wells, al servizio per il set contro Fernando Verdasco, la schiena si blocca e Ričardas è costretto al ritiro qualche game più tardi, sul 5-7 0-2. Nonostante ciò decide comunque di giocare a Miami, dove vince il primo set contro l’altro fotomodello iberico, “Deliciano” Lopez, salvo poi terminare l’incontro virtualmente immobile.

Il responso medico questa volta è impietoso: oltre alla schiena si aggiungono problemi all’inguine e all’anca, ed il coseguente stop di 4 mesi costringe Berankis a saltare la parte di stagione più densa di appuntamenti importanti, tra cui Roland Garros e Wimbledon. E poiché i prati inglesi gli avevano regalato numerose soddisfazioni nel 2010 – vittoria al challenger di Nottingham e secondo turno a Church Road, partendo dalle qualificazioni – non può far altro che assistere impotente allo sgretolarsi della classifica, dal 73 di inizio marzo al 160 circa del mese scorso. Rientrato in piena estate sul cemento statunitense, la campagna d’America si rivela come previsto irta d’ostacoli: privo di riferimenti competitivi da mesi, il lituano infila tre uscite all’esordio ed una sola, magra vittoria nelle qualificazioni all’US Open, dove comunque perde dal modesto tedesco Dominik Meffert.
Liberato dalla pressione dell’ultimo grande torneo stagionale, inizia la risalita: ripartito con umiltà dai challenger, Berankis infila due buoni piazzamenti in Turchia – quarti a Izmir e semifinali a Istanbul – dopodiché si getta a capofitto sui palazzetti europei. Nel trittico francofono raccoglie altre due buone semifinali, a Mons (dove cede al nostro Seppi sprecando un set point) e giusto pochi giorni fa ad Orleans, fermato da un redivivo Arnaud Clement in versione Jean d’Arc. Risultati che tornano a far sorridere la classifica, questa settimana al numero 114.

Tecnicamente Berankis è giocatore moderno, forgiatosi all’accademia di Bollettieri sulla scia del corri-e-tira portato in auge dal suo idolo di gioventù, Andre Agassi. Come il kid di Las Vegas eccelle in ribattuta, dove vanta riflessi davvero notevoli, ma per il resto somiglia più ad una versione aggiornata di Nalbandian: rispetto all’argentino – con il quale condivide modello di racchetta e marca d’abbigliamento – ha certamente meno poesia nel braccio, minor tocco nella parte più avanzata del campo, ma in compenso un servizio decisamente più ficcante, nonostante i soli 175 centimetri di cui dispone. Anche il diritto è portato con maggior rotazione, frutto di una modernissima presa western. Le similitudini con Rey David si accentuano molto nel rovescio bimane, fluido ed “avvolgente”, nella grande coordinazione in ribattuta e nella capacità di disegnare il campo con grandi angoli, in alternativa alla sola forza bruta.

Dove possa arrivare Berankis è difficile dirlo: le incognite riguardano soprattutto la statura non eccelsa – parametro in cui potrebbe pagare dazio rispetto ad un Raonic, ad esempio – oltre ad una certa tendenza ad infortunarsi, come la stagione appena trascorsa ha purtroppo illustrato. Se il fisico tiene, può certamente puntare alla top-10 e ad essere protagonista nei grandi tornei, come alcuni dei suoi coetanei sono già riusciti a fare quest’anno. Peraltro, a scommettere su di lui c’è anche un certo Roger Federer, rimasto impressionato dal gioco di “Rycka” al punto d’invitarlo ad allenarsi insieme a Dubai nella scorsa off season: non male per un ventunenne, popolarissimo in patria e già miglior lituano di sempre nel ranking mondiale.

Sabonis nuovo presidente della Federbasket lituana

October 25th, 2011

Nonostante i problemi di salute che lo tengono ancora in stretta sorveglianza dai medici, la leggenda del basket lituano Arvydas Sabonis si è presentato come candidato alle elezioni del nuovo presidente della federazione. Con un risultato straordinario: l’ex centro dei Portland TrailBlazers e dello Žalgiris Kaunas è stato eletto all’unanimità, con 98 voti su 98 e da domani entrerà in carica nel suo nuovo ruolo di capo del basket lituano.

“Il basket permette alla Lituania di essere conosciuta nel mondo, ed unisce il paese – ha detto il 46enne neopresidente -. Sono pronto a mettere a disposizione dello sviluppo del nostro sport tutta la mia passione e la mia esperienza”.

Saulė Kilaitė a fumetti

September 16th, 2011

Sarà presentato domenica 18 settembre, alle 10, alla Feltrinelli di via Italia a Monza il volume a Fumetti “La quinta stagione” (edizioni Bellavite), ispirato alla violinista lituana Saulė Kilaitė che sarà presente in libreria. Il volume nasce dalla collaborazione tra Antonio Serra, celebre autore di Dylan Dog, Martin Mystere, Nathan Never e il disegnatore Massimo Fantuzzi. La storia è avvincente e adatta ad un pubblico ampio: dai bambini agli adulti. Ambientata in Lituania racconta la storia di un’affascinante violinista che ha perso la memoria e si aggira con il suo violino e abiti sontuosi tra le vie di Kaunas. Qualcuno sembra perseguitarla perché solo lei conosce lo spartito della Quinta stagione di Vivaldi. Ogni copia del volume è da collezione ed è autografata dagli autori e da Saulė Kilaitė.

Sandra Stučinskaitė vince ancora Miss Mediterraneo

September 10th, 2011

Sandra Stučinskaitė è la reginetta 2011 di Miss Mediterraneo. Ha vinto con ben trenta punti di distacco dalla seconda in classifica durante la finalissima internazionale. Un record per il concorso Miss Mediterraneo giunto al suo decimo anno di attività.
La selezione si è svolta all’EuroVillage di Porto Cesareo, in una splendida località dove le aspiranti miss hanno potuto trascorrere una settimana di vacanza premio all’insegna del mare e del divertimento prima di sfidarsi sull’ultima passerella della stagione. Ventuno le concorrenti in gara.

«Mi sono trasferita in Italia per un ragazzo di cui sono innamoratissima e voglio diventare presto una mamma felice». E’ questo il commento a caldo che la reginetta ha rilasciato al presentatore, Enzo Appignani, durante la premiazione. Interamente soddisfatta la giuria, presieduta dal manager Lucio Perrone.

Sandra è una ragazza di 25 anni nata a Rokiškis, una cittadina della Lituania, vive a San Benedetto del Tronto dove lavora come modella e tra le sue passioni c’è la danza classica che ha studiato per ben dieci anni. Per lei il titolo assoluto è stato coronato da fascia e trofeo Miss Mediterraneo e un buono fotografico della FotoWireless.

Il podio è stato caratterizzato da un secondo posto a pari merito con Alessia Donno, 22 anni di Lecce, e Claudia Carol Cataldo, 16 anni di Pescara, elette Miss Talent, mentre al terzo si è classificata Lais Dos Santos, una giovane brasiliana di 18 anni con la fascia di Miss Malò Center.

Scrivono nel registro 2011 il proprio nome anche Marlena Hadjuck, 18 anni nata in Polonia e residente a Chieti, eletta Miss Leone di Messapia, Luigia Di Sciascio, 19 anni di Casoli Miss Baron Beach, e Chiara De Pascali, 15 anni di Maglie (Lecce) Miss Eurovillage.

L’evento è stato organizzato da Paolo Fino con la regia di Cesare Sampognaro, le coreografie curate da Katerina Kloczynska, e intrattenuto da interventi di cabaret.