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Alcol e bere compulsivo, confronto tra Lituania e Italia

November 8th, 2011

Il rapporto tra il bere e i danni alla salute è più forte nei paesi baltici e in Svezia rispetto all’Italia, è quanto dimostra una nuova ricerca condotta in Europa. I risultati, pubblicati sulla rivista Alcoholism: Clinical & Experimental Research, suggeriscono che le regioni settentrionali dell’Europa tendono a mostrare un più alto rapporto alcol-danno a causa di una maggiore propensione a indulgere in pesanti assunzioni di super alcolici, quello che gli esperti chiamano “bere compulsivo”.

Studi precedenti avevano dimostrato una relazione dose-reazione tra l’alcol e i problemi di salute, come la cirrosi epatica, e studi recenti avevano anche trovato un legame tra un aumento del bere e un aumento di problemi come la violenza interpersonale. Il rapporto di rischio però può essere alterato da vari fattori come le abitudini del bere, gli attributi dei contesti sociali del bere e il comportamento quando si è ubriachi. Questo recente studio mette in luce come la forma della funzione di rischio potrebbe dipendere dal più ampio contesto culturale del bere.

“La ricerca condotta in precedenza sui paesi dell’Europa occidentale ha mostrato che la forza del rapporto tra alcol e danni sembra essere contingente al contesto culturale del bere,” dice Jonas Landberg, un ricercatore del Centro per la ricerca sociale su alcol e droghe dell’Università di Stoccolma e autore unico dello studio.

“Per esempio, i paesi del nord Europa, dove bere fino all’intossicazione è più comune, tendono ad avere più problemi legati all’alcool e una maggiore mortalità per litro di alcool consumato rispetto ai paesi dell’Europa del sud, dove il bere è più mondano e integrato nella vita di tutti i giorni. Ai fini di questo studio, ho confrontato i risultati dei tre paesi baltici – Estonia, Lettonia e Lituania – con due paesi che rappresentano due distinti tipi ideali di culture europee del bere: la Svezia, che si suppone sia simile ai paesi baltici per quanto riguarda la cultura del bere, e l’Italia, che si suppone sia notevolmente diversa.”

Commentando i risultati, il professore dell’Università di Stoccolma, Thor Norström dice: “Ci sono differenze molto più grandi nella cultura dell’alcol e nelle abitudini del bere tra i paesi Europei che non tra uno stato e l’altro degli Stati Uniti.” A causa di queste differenze, i ricercatori in Europa possono sentirsi obbligati ad analizzare le variazioni delle culture dell’alcol e come queste influiscono sui danni.

Usando dati raccolti da due sondaggi della popolazione generale fatto su circa 1000 soggetti di ognuno dei 5 paesi (Estonia, Italia, Lettonia, Lituania e Svezia), il dott. Landeberg ha valutato i dati del rischio di andare incontro a problemi legati all’alcol e agli associati a volumi riferiti di consumo di alcol in ognuno dei 5 paesi.

“I miei risultati hanno mostrato che la maggior parte delle persone che incrementava il consumo era a rischio di subire qualche forma di problema legato all’alcol,” dice il dott. Landberg, “ma anche che le persone che vivono in paesi dove le occasioni del bere portano spesso all’intossicazione – per esempio, Svezia e i paesi baltici – subiscono più spesso problemi legati all’alcol, quando ne aumentano il consumo, rispetto a persone che vivono in Italia, dove si beve principalmente durante i pasti e meno spesso si arriva all’intossicazione.

Una serie di fattori influenzano queste differenze. Secondo il dott. Landberg, il fattore principale è probabilmente legato a differenze culturali nelle abitudini del bere. Le persone che vivono nelle regioni settentrionali dell’Europa in genere bevono in una maniera che aumenta la probabilità di soffrire di problemi legati all’alcol rispetto a chi vive nel sud dell’Europa.

“I risultati però potrebbero anche riflettere differenze culturali su come le persone considerano l’alcol e il danno,” dice. “Per esempio, in un paese come la Svezia, dove il bere è visto come un problema, spesso si incolpa l’alcol dei problemi cui va incontro chi ha bevuto, mentre dall’altra parte, si potrebbe avere meno propensione a incolpare l’alcol in un paese come l’Italia, dove l’alcol non è visto come un problema, ma piuttosto come una parte della vita quotidiana.”

Da parte sua, il professor Norström conclude che i rapporti tra alcol e danno sono di solito più forti nel nord Europa a causa del bere compulsivo.

“Per quanto mi risulta, questo è il primo studio a livello individuale che valuta il rischio di andare incontro a problemi legati all’alcol in relazione al volume del consumo nei paesi baltici e confronta direttamente i risultati con i risultati dei paesi europei occidentali,” sottolinea il dott. Landberg.

“Quello che i miei risultati aggiungono in questo campo è, in primo luogo, che i paesi baltici si possono mettere accanto ai paesi del nord dell’Europa in termini di conseguenze negative del bere. Questo si può vedere nel contesto di una progressione “europea da nord a sud” della gravità del rapporto di rischio e cioè maggiore nelle regioni settentrionali dell’Europa come Svezia e Finlandia e gradualmente discendente andando verso sud, come in Francia e Italia.”