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Anarchy in Žirmunai all’EuropaCinema di Viareggio

September 20th, 2011

Dodici pellicole in concorso, un premio per il miglior film europeo al capolavoro di Lec Majewsky “The mill and cros” e un omaggio al grande Monicelli: questi gli ingredienti dell’edizione 2011 del Festival EuropaCinema, che si terrà a Viareggio dal 9 al 16 ottobre
“L’identità del Festival Viareggio Europacinema – sottolinea il direttore artistico Pier Marco De Santi – è proprio quella di far conoscere il meglio della produzione cinematografica europea”. La scelta quest’anno, tra le oltre 120 pellicole arrivate per la selezione, è caduta su dodici i titoli, in rappresentanza di Austria, Repubblica Ceca, Spagna, Finlandia, Francia, Grecia, Regno Unito, Irlanda, Lituania, Olanda, Turchia, Polonia e che saranno in concorso per l’assegnazione del Premio.
Le proiezioni si svolgeranno nel pomeriggio al Cinema Eden di Viareggio da martedì 11 ottobre a venerdì 14 ottobre. (Per l’acquisto dei biglietti: Tutto Eventi Festival Puccini 0584 427201- 359322).

Novità dell’edizione 2011 è il premio al miglior film europeo (fuori concorso) assegnato al capolavoro di Lec Majewski “The Mill and Cross”. “Un tributo – continua De Santi- che Viareggio EuropaCinema ha voluto a fare ad un gigante del cinema europeo , il più grande regista polacco del momento, che ha firmato la regia di un capolavoro assoluto The Mill and Cross, un film che privilegia in maniera straordinaria l’intreccio tra cinema, arte, storia e letteratura”.
Il film, già premiato a Mosca e uscito nella sale agli inizi del 2011, racconta la straordinaria figura del grande pittore olandese Pieter Bruegel interpretato da un altro grande del cinema europeo Rutger Hauer che riceverà il premio quale miglior interprete europeo. La premiazione si svolgerà venerdì 14 ottobre al cinema Eden a cui seguirà la proiezione del film.

Mario Monicelli tra i grandi del cinema che il Festival Viareggio Europacinema 2011 celebrerà nella giornata di lunedì 10 ottobre si arricchisce poi della proposta in prima visone assoluta, in collaborazione con la Cineteca di Bologna di due film realizzati da Monicelli in formato 16 mm : “Il cuore rivelatore” del 1934 e i “Ragazzi della via Paal” del 1935.

I dodici film selezionati consentono uno stimolante sguardo verso altrettante cinematografie vitali e ricche di idee. Alcuni titoli declinano intelligentemente storie di sentimenti, collocandole in contesti sociali, politici e familiari interessanti. E’ il caso di “Les mains libres” di Brigitte Sy, delicata storia d’amore tra una regista e il detenuto di un carcere francese, durante le riprese di un film.
Un’altra love story difficile è raccontata sapientemente da “Just Ines” di Marcel Grant (Regno Unito), con l’incontro fra un uomo e una donna che hanno perso tutto e vorrebbero ricominciare. Si tinge di temi ecologici il riuscito racconto di “Apnea” (Grecia, regia di Aris Bafaloukas), sul rapporto sentimentale tra un campione di nuoto e un’attivista di Greenpeace.
Le difficoltà esistenziali e affettive di una giovane donna sola con un bambino nella ricca Europa di oggi sono efficacemente messe a fuoco da Nicole van Kilsdonk in “Heading West” (Paesi Bassi). Un’altra importante chiave di lettura dei film in concorso è rappresentata dalla riflessione sul passato, su eventi storici più o meno recenti. Consapevoli che il futuro sia ben radicato in ciò che è stato, alcuni cineasti si volgono ad analizzare fatti storici. E’ il caso di “My Best Enemy” (Wolfgang Murnberger, Austria), con due amici divisi dalla seconda Guerra mondiale. Uno è ebreo, l’altro è un Ss, in mezzo c’è un disegno di Michelangelo.
Un film spettacolare, ai confini del genere bellico. “Paper Birds”, dello spagnolo Emilio Aragón, propone un viaggio nella Spagna franchista, all’indomani della Guerra civile, attraverso le vicissitudini di un gruppo di attori, con un’ottima ricostruzione d’epoca. Guarda agli anni del Muro “Eighty Letters” (di Václav Kadrnka, Repubblica Ceca), che delinea con sensibilità il tentativo di una donna, nella Cecoslovacchia oppressa dal regime comunista, di raggiungere il marito esule in Inghilterra. E’ un piccolo trattato di storia della psichiatria il finlandese “Princess”. Il regista Arto Halonen, partendo dal 1945, rievoca con tocco felice la storia vera della paziente di un manicomio, capace di raggiungere la felicità e di darne agli altri. Ancora la seconda Guerra mondiale al centro della narrazione dell’intenso “Joanna” di Feliks Falk: nella Polonia occupata dai nazisti, una giovane donna accoglie e protegge una bambina ebrea, spingendosi fino al sacrificio personale.
Il quadro è completato da “Anarchy in Zirmunai”, di Saulius Drunga (Lituania), avvincente spaccato del mondo giovanile a Vilnius; “Rewind” di P.J. Dillon (Irlanda), notevole thriller realizzato con un budget contenuto, ma dai buoni esiti spettacolari; infine il turco “White as Snow” di Selim Gunes, emozionante messa in scena della lotta per la sopravvivenza di un bambino che vive in un villaggio di montagna, costretto a mantenere la sua famiglia vendendo ayran, la bevanda turca fatto di acqua, yogurt e sale.