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Lituania denunciata dall’UE per le norme sull’immatricolazione auto

October 28th, 2011

La Commissione Europea ha citato la Lituania davanti alla Corte di Giustizia di Lussemburgo per eliminare le norme che in quel Paese impediscono l’immatricolazione di veicoli nuovi e usati con guida a destra.

L’azione della Commissione europea contro la Lituania fa seguito ad un primo avvertimento (a cui le autorità lituane non hanno risposto) che era stato inviato nel novembre 2010. L’esecutivo UE aveva invitato in quell’occasione la Lituania a revocare il divieto di immatricolazione sul suo territorio dei veicoli nuovi o usati guida a destra, ma questa norma è ancora in vigore bloccando di fatto il flusso di auto e mezzi commerciali dalla Gran Bretagna, una nazione che ha importanti flussi commerciali con la Lituania. Secondo la normativa vigente nella UE – riferisce Autoactu.com – un veicolo che soddisfa i requisiti in ambito europeo può essere immatricolato in tutti gli Stati membri, indifferentemente che sia dotato di guida a sinistra o a destra.

La Commissione ritiene pertanto che “il divieto assoluto di immatricolazione dei veicoli con guida a destra sia sproporzionata rispetto allo scopo legittimo del Governo di garantire la sicurezza stradale e per proteggere la vita e la salute umana”, rappresentando di fatto “un ostacolo alla libera circolazione delle merci”. Nel 2010, la Lituania ha registrato 7.910 nuovi veicoli.

Lituania insoddisfatta dell’UE

September 12th, 2011

Sette paesi dell’Europa dell’Est (Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Bulgaria, Romania, Lituania e Lettonia) sono insoddisfatti per le discussioni in corso sulla riforma monetaria europea e minacciano di sottomettere di nuovo a referendum la loro appartenenza all’UE. Lo si apprende in margine al Consiglio affari generali della Ue, dove i ministri degli affari europei di questi sette paesi si sono riuniti per condividere un’azione. Secondo i sette paesi – inclusa la Polonia che ha la presidenza di turno della Ue – la proposta di riforma del Patto e della governance economica, in discussione tra Consiglio e Parlamento, rischia di modificare le condizioni dei trattati di adesione.

Lituania controcorrente, bilancio demografico in pesante calo

August 17th, 2011

Gli abitanti dei 27 Paesi dell’Unione Europea hanno ormai superato il mezzo miliardo. A dirlo è l’ultimo rapporto Eurostat sulle dinamiche demografiche dell’Ue 27. Se la popolazione è cresciuta dai 501,1 milioni dell’1 gennaio 2010 ai 502,5 milioni di oggi, lo deve soprattutto ai flussi migratori. Nel 2010, a fronte di 500mila nascite, si sono registrati 900mila arrivi di immigrati, che hanno influito per il 60% sull’aumento della popolazione, con punte massime in Lussemburgo, Malta, Svezia e Italia.

Una tendenza che è iniziata nei primi anni ’90, quando il tasso di crescita naturale è stato “superato” dal contributo dei flussi migratori e il numero dei nuovi nati si è fortemente avvicinato a quello dei morti, come mostra l’infografica (la voce “saldo naturale” si riferisce al bilancio fra morti e nascite dei cittadini dei rispettivi paesi).

Nel complesso la popolazione europea, che oscilla tra gli 81,8 milioni di abitanti della Germania e i 400mila di Malta, è aumentata in venti Paesi, mentre è diminuita in sette. Analizzando per ogni singolo Paese il rapporto tra il movimento migratorio e il saldo naturale è possibile individuare otto differenti dinamiche di cambiamento, schematizzate nell’infografica.

Interessanti i casi dell’Italia e della Lituania, che rappresentano le due situazioni estreme. Se nel nostro Paese l’incremento complessivo della popolazione (+4,7 ogni mille abitanti) è dovuto esclusivamente all’arrivo degli immigrati (+5,2), lo spopolamento della Lituania è causato da un saldo migratorio fortemente negativo (-23,5).