Lituania controcorrente, bilancio demografico in pesante calo

Gli abitanti dei 27 Paesi dell’Unione Europea hanno ormai superato il mezzo miliardo. A dirlo è l’ultimo rapporto Eurostat sulle dinamiche demografiche dell’Ue 27. Se la popolazione è cresciuta dai 501,1 milioni dell’1 gennaio 2010 ai 502,5 milioni di oggi, lo deve soprattutto ai flussi migratori. Nel 2010, a fronte di 500mila nascite, si sono registrati 900mila arrivi di immigrati, che hanno influito per il 60% sull’aumento della popolazione, con punte massime in Lussemburgo, Malta, Svezia e Italia.

Una tendenza che è iniziata nei primi anni ’90, quando il tasso di crescita naturale è stato “superato” dal contributo dei flussi migratori e il numero dei nuovi nati si è fortemente avvicinato a quello dei morti, come mostra l’infografica (la voce “saldo naturale” si riferisce al bilancio fra morti e nascite dei cittadini dei rispettivi paesi).

Nel complesso la popolazione europea, che oscilla tra gli 81,8 milioni di abitanti della Germania e i 400mila di Malta, è aumentata in venti Paesi, mentre è diminuita in sette. Analizzando per ogni singolo Paese il rapporto tra il movimento migratorio e il saldo naturale è possibile individuare otto differenti dinamiche di cambiamento, schematizzate nell’infografica.

Interessanti i casi dell’Italia e della Lituania, che rappresentano le due situazioni estreme. Se nel nostro Paese l’incremento complessivo della popolazione (+4,7 ogni mille abitanti) è dovuto esclusivamente all’arrivo degli immigrati (+5,2), lo spopolamento della Lituania è causato da un saldo migratorio fortemente negativo (-23,5).

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